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CORONAVIRUS: La PANDEMIA da Covid-19 porta gli ITALIANI ad essere più GRASSI e DEPRESSI. Il SONDAGGIO


di  Redazione, 08-04-2021 ore 19:30      Condividi su facebook  Condividi su whatsapp  


Forte crollo del benessere psicofisico degli italiani, a un anno dall’inizio della pandemia di COVID-19. Ansia, stress, depressione e disturbo da stress post traumatico sempre più diffusi, assieme a sedentarietà, cattiva alimentazione e problemi legati allo smartworking. A più di un anno dall'inizio della pandemia mondiale di SARS-CoV-2 gli effetti della pandemia sono sempre più forti, oltre a un costo esorbitante in termini di vite umane, la pandemia sta avendo un catastrofico impatto sulla nostra salute psicofisica, oltre che a livello sociale ed economico. Ciò ha comportato un crollo vertiginoso dei parametri del nostro benessere, a causa del costante isolamento, delle limitazioni alle libertà personali, al dover lavorare e studiare da casa in condizioni complesse e a molteplici altri fattori che hanno sconvolto le nostre vite. A vivere il "trauma da pandemia" non vi è solo fra chi è stato colpito direttamente dal virus – come i pazienti che hanno vissuto la drammatica esperienza della terapia intensiva – ma anche tra chi ha perso il lavoro e affetti cari, e chi ha visto la propria vita/routine/attività completamente travolta dalle inevitabili restrizioni. Il confinamento, le distanze da affetti e luoghi del cuore, le limitazioni alle libertà personali, hanno avuto un impatto devastante soprattutto per chi già soffriva di depressione e ansia.

Dal sondaggio di Top Doctors è infatti emerso che ben il 39 percento degli intervistati è aumentato di peso nel corso dell'ultimo anno, avendo cercando “conforto” negli alimenti ipercalorici e zuccherati. Il 17 percento ha dichiarato di mangiare anche fuori pasto per stress e noia, mentre il 19 percento ha ammesso di consumare più spesso piatti ricchi di calorie. Il sovrappeso e l'obesità che possono derivare da una continua alimentazione scorretta. Si rinuncia alle cure per paura del contagio o per la difficoltà/impossibilità nel fissare gli appuntamenti, è del resto un altro dei grandi problemi di questa pandemia. Ben il 42 percento degli intervistati ha dichiarato di rimandare le proprie visite non indispensabili, mentre meno del 20 percento è tornato a farsi seguire dal medico. La paura del contagio ha avuto anche effetti drammatici sulla mortalità per infarto.




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